Un viaggio nell’origine del basalto vulcanico che estraiamo dalla Cava Fiengo di Camporotondo Etneo, alle pendici dell’Etna.
Quando si parla di pietra lavica, spesso si pensa solo al colore scuro tipico dei pavimenti in stile rustico. In realtà la pietra lavica è un materiale con una storia geologica precisa: nasce dal magma che, raffreddandosi in superficie dopo un’eruzione, solidifica in una roccia compatta chiamata basalto. Non tutte le colate laviche danno lo stesso risultato: la qualità della pietra dipende dalla composizione del magma, dalla velocità di raffreddamento e dal tempo trascorso da quando si è formata.
La nostra pietra lavica proviene dalla Cava Fiengo, di nostra proprietà, situata a Camporotondo Etneo, in provincia di Catania, alle pendici dell’Etna. È qui che estraiamo il basalto grigio che poi viene trasportato al nostro stabilimento di Ercolano, dove ha inizio il ciclo di trasformazione: dal blocco grezzo alla lastra pronta per l’uso.

Il basalto lavico che lavoriamo ha caratteristiche che poche altre pietre naturali possiedono nello stesso grado. È un materiale duraturo nel tempo, resistente agli sbalzi termici e praticamente indistruttibile nell’uso quotidiano: per questo è così diffuso sia in edilizia urbana, dove deve sopportare traffico pesante e intemperie, sia nell’home design, dove convive con pentole calde e acqua bollente senza danneggiarsi.
Un altro pregio spesso sottovalutato è la sua capacità di conduzione del calore: la pietra lavica si scalda e si raffredda in modo uniforme, una qualità che la rende adatta a piani cottura, camini e rivestimenti per zone soggette a calore diretto.
Il nostro stabilimento di Ercolano, che occupa circa 60.000 mq, è organizzato in tre aree: il deposito dei blocchi grezzi appena arrivati dalla cava siciliana, il padiglione dedicato al taglio e alla rifinitura, e infine lo stoccaggio dei prodotti finiti pronti per la consegna. I blocchi vengono segati in lastre con macchinari a filo (multi-filo o monofilo) e poi lavorati secondo la finitura richiesta: bocciardata, levigata, lucidata, oppure lasciata al naturale.



Grazie a queste proprietà, la pietra lavica trova impiego in ambiti molto diversi tra loro: pavimentazioni per piazze e centri storici, rivestimenti per facciate, top per cucine, camini, elementi decorativi da giardino come fontane e vasi scolpiti, fino alle colonne e agli archi in stile classico. È proprio questa versatilità, unita alla bellezza naturale della sua superficie grigio-antracite, a renderla un materiale che continua a essere scelto sia da chi restaura un centro storico sia da chi progetta una casa contemporanea.
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