Uno sguardo alle tecniche, artigianali e meccaniche, con cui i nostri scalpellini trasformano un blocco informe in una lastra pronta per l’uso.
Prima che una lastra di pietra lavica o di marmo arrivi a rivestire un pavimento o un piano cucina, attraversa un percorso di lavorazione fatto di scelte precise: il tipo di blocco, la tecnica di taglio, e soprattutto la finitura superficiale, che cambia radicalmente l’aspetto e l’uso finale del materiale.
Nella nostra famiglia, la tecnica del puntellamento ha un valore quasi simbolico: è un lavoro artigianale in cui lo scalpellino, armato solo di mazzuolo e puntello, realizza a mano le lastre destinate alla pavimentazione stradale in pietra lavica, pensate per resistere al traffico pesante. È un metodo che consigliamo soprattutto per il restauro dei centri storici, dove serve un risultato coerente con la pavimentazione originaria.

Oltre al puntillo, meccanizzato o a mano, a 45° o dritto secondo la tradizione, lavoriamo la pietra con diverse finiture, ciascuna pensata per un uso specifico:
Superficie martellata, ruvida al tatto: perfetta per esterni e zone calpestabili, disponibile anche in versione extra o spazzolata.
La finitura più grezza, quella che il taglio lascia sulla pietra: adatta a chi cerca un effetto naturale e non trattato.
Superficie liscia ma opaca, un compromesso elegante tra estetica e sicurezza al passaggio.
La finitura più riflettente, che esalta il colore della pietra: ideale per interni e superfici di pregio.
Nel nostro stabilimento di Ercolano il ciclo di lavorazione combina macchinari di ultima generazione, per il taglio dei blocchi in lastre grezze, con l’intervento manuale degli scalpellini nelle fasi in cui la precisione artigianale fa davvero la differenza: rifiniture, dettagli decorativi, adattamenti su misura. È questo equilibrio tra tecnologia e mestiere antico che ci permette di lavorare sia grandi commesse di edilizia urbana sia pezzi unici per case private.



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